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Albanese Marisa
“Dedico quest’opera a TANA, per due elementi essenziali: uno per la natura che serpeggia in chi l’ha creato, l’altro per l’edificio che ci ha accolti a confronto, per parlare e fare arte”. Disegno su foglio orizzontale dove il carbone diviene espressione volumetrica e segno 1, il volume è l’artificio dell’uomo e il segno la vocazione della natura.
Marisa Albanese vive e lavora a Napoli dove, dopo essersi diplomata all’Accademia di Belle Arti di Napoli si è laureata in Lettere Moderne all’Università “Federico II”. Da alcuni anni si dedica anche alla didattica sperimentale e realizza progetti e workshop con gruppi di ragazzi che vivono in aree a rischio. La poetica di Marisa Albanese, da sempre legata a temi quali la stratificazione, dislocazione dello sguardo, i flussi di energia, gli spostamenti degli uomini e il movimento delle idee su geografie che sono fisiche ma soprattutto interiori, si è da qualche anno incentrata sulla “questione” immigrazione e sulle domande e le tensioni che la presenza dell’“altro” produce nelle nostre culture e nella nostra società. Temi evidenti anche nelle sue più recenti installazioni tra le quali Le storie del vento, Mare chiuso e il ciclo Corpus Comune, strutturate in un comporsi di sculture, videoproiezioni e disegni, come nella sua installazione Site-specific, Una delle storie realizzata per il T.A.NA. Terranova Arte Natura 2018 o nei suoi workshop con persone migranti sull’Isola di Lampedusa e negli Hot spot della Campania che hanno portato alla realizzazione del volume Quaderno di Lampedusa (postmedia books, 2018). Sue opere sono nelle maggiori collezioni private italiane ed estere e in numerose istituzioni pubbliche anche della sua città, tra queste, il Museo MADRE, il Museo Nazionale di Capodimonte, il Museo del ’900 a Castel Sant’Elmo, il Pio Monte della Misericordia e la Metropolitana dell’Arte (stazione “Quattro Giornate”).
Sito: www.marisaalbanese.com